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venerdì,15/12/06 12:18
Massimo Pulini, Ginevra Canfoli
Il volume rimuove il velo d'ombra che ha finora nascosto l'immagine di una affascinante pittrice, vissuta nella Bologna del Seicento, alle spalle della più famosa Elisabetta Sirani. L'abusato termine di "riscoperta" torna qui ad avere il senso di un'avventura storica, restituita in modo avvincente e con piglio narrativo. Dall'esile traccia di un unico dipinto, l'Autore è riuscito a raggruppare una notevole quantità e qualità di opere che permettono ora di apprezzare lo spirito delicato e tenace di questa misteriosa personalità artistica. Passati sotto il nome di Guido Reni e di altri pittori, alcuni dipinti di Ginevra Cantofoli hanno goduto nei secoli scorsi di una vastissima fama (basti pensare al presunto ritratto di Beatrice Cenci). Restituiti finalmente alla legittima autrice aiuteranno a procurarle, assieme a questo libro, uno spazio adeguato nel mutevole panorama della storia dell'arte.
Le fonti antiche, in merito al nome di Ginevra Cantofoli, appaiono come prosciugate, ad attingervi non si disseta alcun bisogno, non riescono a riempire nemmeno un bicchiere di parole. In più di un'occasione, sfogliando opuscoli eruditi locali del Settecento, custoditi entro polverosi cartolari, mi è venuta alla mente la protagonista di "Possessione", la poetessa vittoriana creata dalla penna di Antonia S. Byatt, da lei fatta vivere nell'oblio dei cronisti del tempo per poi farle dimostrare un grande talento e immaginarla quale segreta ispiratrice dei versi di un gigante della letteratura. Anche nel romanzo chi conduce le indagini consulta fonti bibliografiche che contengono solo commenti sterili, poche frasi riportate identiche da un testo all'altro. Un arido tramando di notiziole sempre più scarne di passaggio, impietoso indizio di un'assenza di attenzioni, di una mancata considerazione storica. Invece di scoprire una persona, a tratti anch'io covo il sospetto di aver inventato un personaggio, di giocare col mito del risarcimento morale, con la retorica funzione salvifica degli studi, ma i quadri esistono, sono lì, eloquenti ed enigmatici, ad attendere gli esiti di una nuova lettura.
Massimo Pulini inserisci un commento
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